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Bussole per una nuova Europa

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Fabio Lo Verso (Ginevra)

Sogno di un’Europa federale sul modello della Confederazione elvetica, paese in cui vivo da trent’anni: liberale e profondamente democratica, avvolta da una crescente fibra sociale e ambientale.

Sogno di un’Europa rifondata sulla fraternità e la solidarietà, su un comune destino di «Stati Uniti d’Europa», ridimensionando però il potere delle lobbies e delle élites prevaricatrici, «effetti collaterali» che hanno risvegliato nazionalismi sopiti. 

Sogno di un’Europa che modifichi i tratti antisociali di quei paesi che continuano a mietere vittime tra le fasce più vulnerabili. Che sviluppi un’economia innovativa, dove i benefici arrivino direttamente ai cittadini, a fianco di politiche ambientali per le generazioni future. Di tutto questo l’Europa è capace, unico continente al mondo con le credenziali per traghettare verso una società più giusta, solidale, libera e sostenibile. Ma le manca ancora quella spinta radicalmente rinnovatrice che oggi percepisco con forza nel movimento +Europa.

È tempo per questo nuovo partito di contrastare il sentimento antieuropeo nato da delusioni e da inganni politici. Il suo progetto di «Stati Uniti d’Europa» dovrà operare un salto quantico. Primo fra tutti i doveri della nuova Europa: riprendere il controllo dell'economia finanziarizzata e priva di governance. E arginare i sussulti che scuotono il continente europeo: la crescita delle disuguaglianze e della disoccupazione, la flessione delle tutele sociali, lo smantellamento dei diritti dei lavoratori. Più si avanza in questa direzione più aumenta il risentimento di quelle fasce della popolazione che confidano ancora oggi in un progetto europeo più sociale. 

Da sempre la genesi di un popolo si nutre di miti per generare valori comuni. Negli anni ottanta e novanta la visione di un’Europa felix ha innestato la marcia di un nuovo popolo unito. In tanti si dicevano dapprima europei, poi italiani o spagnoli o tedeschi. Oggi è il contrario, un italiano si dirà dapprima italiano e forse in seguito europeo. Un capovolgimento in cui prevale sempre più l’opinione che le promesse iniziali siano state deliberatamente tradite. Gonfiando così le vele elettorali dei partiti populisti. 

Occorre oggi riscrivere il progetto di «Stati Uniti d’Europa» come una roccia di libertà e di prosperità tra le acque antidemocratiche e nazionaliste. La più avanzata forma di convivenza democratica al mondo.

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